sabato 27 luglio 2013

L'anaffettività di papà

Oggi parlo di un argomento molto scottante per me. Non so se è condiviso da molte persone, ma è una cosa che mi fa molto male.
Iniziamo col dire che io ho una super-mamma che fin da quand'ero piccola ha lasciato il lavoro per crescere me e mia sorella e per me c'è sempre stata. Crescendo è diventata più un'amica che una mamma, riuscendo a darmi consigli che nessuna mia coetanea avrebbe mai potuto darmi. Spesso mi ha aiutato a uscire fuori dai guai ed io per questo le sono e le sarò sempre riconoscente, seppure lei abbia i limiti della sua generazione, ha una mentalità molto aperta che mi ha permesso di non avere mai pregiudizi nei confronti di nessuno.
Mio padre, invece, sempre dedito al suo lavoro e grande stacanovista, non ha mai trovato molto tempo per me. Se da piccola non ci facevo molto caso, ora che sono diventata più grande sono riuscita a ricollegare molti "problemi" e mancanze a questa sua continua assenza.
Infatti, dalla prima media in poi i miei amici sono stati quasi tutti del sesso opposto e così fino ad ora. Questo perché mancandomi una figura maschile, cercavo di sostituirla in ogni modo.
Penso che anche molti problemi legati a "le cose che un papà dovrebbe insegnare" sono dovuti a questa mancanza. Tipo problemi con ogni tipo di sport (non troppo rilevanti) o semplicemente la paura a rapportarsi sentimentalmente con un ragazzo.
Il problema è che ora, a quasi 16 anni, il mio rancore verso di lui è davvero immenso e non faccio che ribadirglielo. Mia mamma continua a giustificarlo dicendo che se uno nasce pecora, di certo non muore leone ma il let motiv nel mio cervello è: "allora perché hai fatto dei figli?" la quale non mi sembra affatto una domanda scontata.
Qualcuno è messo come me? Fatemi sapere!
Krish

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